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Sandro Ciotti, il ricordo di Carlo Martinelli

Sandro Ciotti
ciottiEra colto e spiritoso e amava più il jazz e la musica leggera che non il calcio. Sandro Ciotti: donnaiolo impenitente, scapolone legatissimo alla sua tranquilla famiglia borghese, alle sorelle. Una vita spesa a fumare nazionali senza filtro, ad ascoltare dischi, a raccontare partite di calcio. Milioni di italiani hanno passato migliaia di domeniche con le orecchie incollate alla radio, in attesa di quel momento magico, unico, irripetibile: “Scusa Ameri, sono Ciotti”. Indimenticabile Ciotti, che ai bambini e ragazzi che siamo tutti stati, ha concesso il più incredibile dei regali: farci vedere le partite di calcio attraverso la radio. Lo seppe raccontare nella sua autobiografia, pubblicata qualche anno prima di lasciarci, il 18 luglio del 2003. “Quarant’anni di parole” resta lettura deliziosa. Il destino peraltro è stato bizzarro con quest’uomo curioso, informato, mai noioso. Divorato dal dubbio di non lasciare traccia alcuna.
Le parole dette in un microfono sono scritte sull’acqua, disse. Non sopportava l’idea di avere realizzato documentari sulla musica, sul cinema, sul teatro, di essere un vero e profondo conoscitore della musica e di essere invece additato, ovunque, come la voce inconfondibile di “Tutto il calcio minuto per minuto”.
Amava ripetere: “Se vado ad ascoltare un concerto di Salvatore Accardo, so con certezza che trascorrerò un’ora e mezza appagante; ma su settanta partite che sono costretto a seguire ogni anno, ce ne saranno due o tre davvero interessanti, ben giocate, spettacolari. Il resto è tempo perso”. Eppure gli si deve un grazie per averci fatto scoprire – a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, tempi di conformismo, anche nelle cronache sportive – che era possibile concepire una simile radiocronaca: “Arbitra Lo Bello davanti a cinquantamila testimoni, ventilazione inapprezzabile”.
Ha coltivato, con misura e precisione, un’idea del calcio lontana anni luce dalle sguaiatezze di taluni processi televisivi. Ha collocato Alfredo Di Stefano e Djalma Santos tra i più grandi calciatori di tutti i tempi, Mina e Luigi Tenco tra i cantanti indimenticabili, Duke Ellington e Count Basie tra i musicisti imprescindibili.

Carlo Martinelli

tratto da Campo per destinazione – 70 Storie dell’altro calcio di Carlo Martinelli

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Alberto Facchinetti

Alberto Facchinetti

Nato in provincia di Venezia nel 1982. Laureato presso l’Università di Padova con una tesi sul giornalismo sportivo, ha esordito nel 2011 con “Doriani d’Argentina” (ristampato nel 2013 in una versione ampliata e aggiornata). Nel 2012 è uscito “La Battaglia di Santiago”. Con Edizioni inContropiede ha pubblicato nel 2014 “Il romanzo di Julio Libonatti” e nel 2015 “Ho scoperto Del Piero – La storia di Vittorio Scantamburlo”. www.albertofacchinetti.it

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