Ronaldo

Ronaldo insegue la sesta Champions, eguaglierebbe Gento

di Enzo D’Orsi

Valencia-Juve non ha precedenti. Per quanto possa sembrare curioso, i due club non si sono mai affrontati nelle coppe europee. Per la Champions league, si tratta di una sfida inedita. Al di là dei legami tra il proprietario del Valencia, il cinese Lim, ed il procuratore di Ronaldo, il celebre Mendes – legami di cui si occupano stamani, con particolari interessanti, alcuni giornali a cominciare da “Repubblica” – ci sono tre aspetti che meritano di essere portati all’attenzione di chi vedrà la partita.

Il primo riguarda, e non potrebbe essere diversamente, Cristiano Ronaldo e il suo desiderio di eguagliare e battere ogni record. In questo, il fuoriclasse portoghese somiglia molto a Lewis Hamilton – ed Hamilton somiglia a lui – che si è messo in testa di superare Michael Schumacher, detentore del primato di titoli mondiali vinti (sette) e di gran premi conquistati (91). Hamilton è a 4 titoli (in vantaggio nella corsa al quinto) e 69 gp. Ronaldo ha nel mirino Francisco Gento, l’unico calciatore ad essersi aggiudicato il più importante trofeo continentale. Sei volte, tutte con il Real Madrid. A quota 5, Ronaldo è in compagnia di alcuni madridisti anni Cinquanta e della coppia Maldini-Costacurta. A quota 4 c’è Messi, con Seedorf, Iniesta, Piqué. Xavi e numerosi madridisti, capeggiati da Sergio Ramos.

Come se non bastasse la voglia inestinguibile di Cristiano – ecco il secondo aspetto – ci sono i suoi precedenti contro il Valencia: 16 presenze e 15 gol. Insomma, anche al Mestalla questa sera gli occhi saranno puntati prevalentemente su di lui. Che ha un alro record assoluto da migliorare. 120 gol in Champions league (in 153 presenze). E’ già, ma intende portarlo a vette irraggiungibili per tutti, compreso Messi, che con la tripletta di ieri contro il Psv Eindhoven ha raggiunto quota 103. Gli altri in attività, lontanissimi.

Il terzo aspetto riguarda il Valencia, una squadra scomoda da affrontare, dotata da giocatori di notevole qualità, però incappata in una avvio di Liga deludente. Rodrigo, Batshuayi e Guedes godono di buona reputazione internazionale, ma l’uomo-chiave é Parejo, un regista di scuola madridista – lasciato andar via a suo tempo, nonostante il parere contrario di Alfredo Di Stefano, all’epoca presidente onorario e consigliere particolare di Florentino Perez – dai piedi fatati e dalla visione di gioco eccellente. Parejo sarebbe stato molto utile a quei club, come Inter e Milan, alla ricerca di un elemento di forte personalità da mettere a centrocampo, con funzioni di regia. Parejo è stato puntualmente ignorato, forse perché non è sudamericano, vista la predilezione di molti dirigenti per quel mercato che sembra garantire a tutti (in primis, agli agenti) affari sicuri. La Juve dovrà temere i lanci profondi e le conclusioni a rete (buon tiratore anche da fermo) di questo ragazzo ormai ventinovenne che sognava il Real.

The following two tabs change content below.
Enzo D'Orsi

Enzo D'Orsi

classe 1953, ha seguito la Juventus per 21 stagioni per il Corriere dello Sport. Dal 1979 al 2000. Quattro Mondiali e cinque Europei da inviato. Più di 250 partite di coppe europee. Migliaia tra tutti i campionati. Ha lavorato anche a Paese Sera e Leggo, oltre ad una parentesi al settimanale Rigore. Simpatizza per il Manchester United dai tempi di Bobby Charlton, il suo primo idolo. Adora il calcio inglese, l'Umbria e Parigi. Sposato. Tre figli. Quattro nipoti. Si considera fortunatissimo: fin da bambino, voleva fare soltanto il giornalista.