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Quell’irripetibile stagione 1997-98 a Bologna

Le bolognesi Virtus e Fortitudo si sfidano per la decisiva gara 5 della finale scudetto di basket. È il 31 maggio 1998. Chi vince si prende il tricolore e la superiorità cittadina, chi perde dovrà subire gli sfottò dei rivali per settimane, forse per sempre. Nella storia della pallacanestro italiana è il momento più intenso di una stagione unica perché a Basket City sono arrivati soldi a palate e grandi campioni. A regalare lo scudetto alla Virtus sarà un vero colpo di genio di Sasha Danilovic con il cosiddetto tiro da quattro. Tutto questo e molto altro nel libro di Dario Ronzulli dal titolo “Il tiro da quattro” con le prefazioni di Walter Fuochi e Flavio Tranquillo.

“Uno pensa che su un fenomeno del genere sia già stato detto tutto, e invece non è affatto così. Anche se “c’eravate”, quanto state per leggere vi farà capire che c’è ancora molto da sapere su quel tempo. Non fraintendetemi, non mi riferisco ai complottismi e alle panzane che rimbalzavano da un portico all’altro, suscitandomi allora (figuriamoci adesso) un misto di rabbia e tenerezza. Non credo che nemmeno Dario Ronzulli, per quanto documentato, possa dirvi se Zancanella fosse virtussino, se sia stata colpa di Wilkins, se tenendo Bianchini avrebbe vinto la Fortitudo o se Danilovic sia Dr. Jekyll o Mr. Hyde. Quello che si può capire meglio è che ci sono stagioni che vale la pena di vivere, anche nella loro esagerazione. Forse, per cui vale la pena di vivere”.

Flavio Tranquillo

L’autore descrive nei particolari quell’annata irripetibile in cui le due squadre si sono affrontate dieci volte. Di questi derby, sette finirono punto a punto, dentro un canestro di scarto, entrati nell’ultimo minuto senza ancora un padrone, appesi a un tiro, segnato o sbagliato. Furono tutti decisivi per assegnare un trofeo: i punti di passaggio obbligati portarono, in ordine di apparizione, a una Coppa Italia della Fortitudo, a un’Eurolega della Virtus e infine a uno scudetto della Virtus. Non ci fu un solo premio, di quell’irripetibile stagione 1997-98, che non trovò una svolta dentro un derby.

“Un paio d’anni fa Alfredo Cazzola, attore protagonista dell’epopea, accarezzò pure il progetto di farne un docufilm, mettendo intorno a un tavolo un po’ di complici, a chiedersi se, più che le azioni di gioco, non sarebbe stato bello raccontare le storie individuali di quello che fu per molti bolognesi, in ogni caso, uno spartiacque cittadino, e non solo una storia di palloni. Alzandosi da tavola, l’idea meravigliosa restò tale, riassunta in quello che ancor oggi amici e parenti di diversa sponda sospirano da allora, sui bei tempi andati di Basket City. “Beh, in fondo ci siamo divertiti”. “Pensa noi…”.

Walter Fuochi

Ma la vera protagonista della storia sta nello sfondo. È la Bologna di fine millennio, una città che poteva permettersi pure di avere Roberto Baggio nella squadra di calcio.  “Il tiro da quattro” ha le prefazioni di Walter Fuochi e Flavio Tranquillo.

L’AUTORE

Dario Ronzulli, nato a Foggia nel 1982, è un giornalista sportivo. Ha lavorato a Radio Sportiva e a RMC Sport, seguendo da inviato Europei di basket, Final Four di Euroleague e finali di Champions League. Oggi per Radio Bologna Uno conduce il morning show ed è radiocronista delle gare della Virtus Bologna. Collabora inoltre con Tuttosport, Fantacalcio e Tuttomercatoweb.

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