IL RISCATTO – Alfredo Sebastiani

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16,50

Franz Di Giacomo ha una vita tranquilla, un lavoro sicuro e una bella famiglia. Ha smesso di fare il ciclista ad un passo dal professionismo, quando il suo migliore amico è morto in gara, stroncato dalla droga. La passione per la bici e il talento però non si possono nascondere e così nel tempo libero affronta le montagne del Trentino e dell’Alto Adige, con una pedalata da fuoriclasse vero. E proprio mentre aggredisce una di queste salite, viene notato da un malavitoso senza scrupoli. Uno di quei personaggi a cui non è facile dire no. Da quel momento la vita di Franz non sarà più come prima. Le sue scelte mettono in pericolo anche l’adorata figlia. Sono i giorni del terremoto in Abruzzo, mentre i calciatori continuano a vendersi le partite e i ciclisti si dopano a tutti i livelli.

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1 recensione per IL RISCATTO – Alfredo Sebastiani

  1. Valutato 5 su 5

    Sara Morante

    Ho finito di leggere in un giorno “Il riscatto” perché è molto piú di un romanzo giallo, cattura delle prime pagine e non molla la presa (sul lettore/lettrice).
    E’ un romanzo di viaggio, che ci fa percorrere tutta l’Italia , dal nord al sud passando per il centro, e che include non solo descrizioni dettagliate dei luoghi, ma anche riferimenti storici e curiosità su di essi. Mentre i personaggi maggiori sono indaffarati a tessere e sviluppare la trama del romanzo, i personaggi minori contribuiscono in maniera sostanziale alla cornice d’insieme del romanzo fornendo uno scorcio sul panorama socioculturale dei vari luoghi. Cosicché, al termine della lettura, si ha l’impressione di aver accarezzato uno spaccato di vita quotidiana di tante diverse realtà italiane.
    E’ un romanzo sullo sport, di cui rivela gli aspetti oscuri e meccanismi inquietanti, riconoscendo il coraggio e la resistenza opposta da chi incarna gli ideali dello sport vero, di uno sport pulito che è specchio e terreno di esercizio della nostra esistenza.
    I personaggi sono tutti accuratamente e coerentemente caratterizzati, spesso in antitesi gli uni agli altri, a sottolineare la sostante presenza e conflitto nella vita del bene e del male. La figura del Marchese è la chiave di congiunzione dei due lati e probabilmente uno dei caratteri piú interessanti, perché, pur avendo scelto di muoversi sul terreno del male, contiene in sé ancora valori e in un certo senso fiducia nel bene. Questo contrasto apre la porta, per chi ci si voglia addentrare, al dubbio sull’assolutezza del giudizio sul comportamento umano.
    La trama è strutturata attorno ad un filo conduttore principale, attorno al quale s’intrecciano vicende laterali, ognuna delle quale introduce un nuovo tema primario: amicizia, amore, famiglia, rimorso, lealtà, frustrazione, violenza, morte, compresenza e lotta tra il bene e il male.
    Questi vari fili s’intrecciano, o si dipanano, a seconda del caso, man mano che la storia principale progredisce, senza mai dilungarsi eccessivamente, sempre nella giusta dose. Cosí come il ciclista sale a fatica fino ad arrivare al valico, per poi scendere rapido in discesa, cosí la tessitura della trama raggiunge un picco a partire dal quale segue una cascata di eventi, ogni filo precipita inesorabilmente e drammaticamente verso la sua conclusione, per poi riunirsi al termine della vicenda principale.

    Inoltre, la descrizione dell’atmosfera della città di L’Aquila durante lo sciame sismico a cavallo tra il 2008 e il 2009, sfociato nella distruzione pressoché totale della città e dintorni del 6 aprile 2009, aggiunge un elemento inaspettato mentre raggiungiamo il termine del romanzo, nella quale l’autore esprimerà la sua versione della vita: speranza o rassegnazione? Per saperlo, occorrerà leggere il libro fino in fondo.

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