IL PALLONE SECONDO GIGI – Daniel Cavinato

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Luigi “Gigi” Fresco nasce a Rovereto nel 1961. A 12 anni allena già i bambini di 6 anni nella Virtus Verona di Borgo Venezia. Nel 1982, a 21 anni, sale sulla panchina della prima squadra in Terza Categoria. E non la lascia più. 44 anni dopo è ancora lì. Allenatore e presidente. Anima e memoria. Ha portato la Virtus dal fango dei campetti di quartiere fino alla Serie C.
Un crescendo lento, ostinato, fatto di playoff, promozioni, salvezze, karaoke post-partita, moonwalk e fedeltà. Una storia senza scorciatoie, in un calcio che corre veloce e cambia panchina ogni sei mesi. Il “miracolo Virtus Verona” è tutto suo. Gigi ha costruito un modello di calcio a misura d’uomo: lontano dalle mode, vicino ai ragazzi.
Un calcio di educazione, caparbietà, senso di appartenenza. Fatto di viaggi umanitari, ritiri in montagna, campi polverosi e facce di bronzo che diventano famiglia. Di valori prima che di risultati. Borgo Venezia è un quartiere della Verona umile, lavoratrice, con i piedi per terra.
Il calcio di Gigi nasce lì come deterrente alla devianza giovanile e diventa comunità. La Virtus non è mai stata solo una squadra: è un presidio sociale. È il racconto di un quartiere che diventa leggenda.
Daniel Cavinato racconta in punta di penna lo spaccato di un’Italia calcistica che non c’è più. Lo fa attraverso aneddoti, date storiche, testimonianze di prima mano. Ci porta negli spogliatoi, sui pullman, nei ritiri, nelle feste di fine stagione. Ci fa vedere l’uomo oltre l’allenatore: visionario, testardo, generoso, con la giusta dose di faccia di bronzo.
Lo sguardo esterno di chi, come Damiano Tommasi nella prefazione, ha incrociato questa favola da avversario e da sindaco, completa la narrazione. Tommasi ricorda il calcio “col secchiello” e i tifosi aggrappati alle reti, e riconosce nella Virtus una vicenda popolare e “nostra”. Una favola arrivata in sordina dopo quella del Chievo, ma altrettanto vera. Perché i numeri, alla fine, sono solo un dettaglio. Il record di longevità non è il punto. Il punto è un legame che resiste al tempo, alle mode, alle crisi. È l’idea che si può fare calcio professionistico senza perdere l’identità di quartiere.
Questo è “Il pallone secondo Gigi”: il romanzo di un allenatore-presidente, di un quartiere, di un’idea di calcio che resiste. La storia di un uomo che ha fatto della fedeltà alle proprie idee ed alle proprie origini il suo mestiere.

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