i Mondiali di Gino #8

Evviva, il Mondiale è partito tra balli e musica! A San Paolo? Ma no, dico a Milano, quasi sotto le finestre di casa mia. Lungo Corso Buenos Aires, la via dello shopping per comuni mortali (non per vippissimi come la via della Spiga e la via Monte Napoleone), tra Porta Venezia e l’infausta piazza Loreto (nessuno ci pensa più, ma è nota per le forche dei partigiani prima, di Mussolini, i gerarchi e la Petacci poi), avevano piazzato ben tre megaschermi per la partita inaugurale, mentre ballerine di samba da far invidia al Carnaval e acrobati di capoeira la percorrevano accompagnati dai tamburi. Almeno tutto questo cancan teneva sveglio chi rischiava di addormentarsi alla Tv per l’esibizione soporifera dei superfavoriti brasiliani, che imitavano gli azzurri nella pretesa di affidare la creazione del gioco offensivo a difensori senza idee.

samba a milano

E’ confortante per noi considerare che i brasiliani alla fine hanno vinto 3-1, pur senza avere dalla loro né un Pirlo né un Verratti. Vedremo poi se Balotelli sarà capace di creare da solo occasioni da gol come Neymar nei suoi risvegli. Se i brasiliani capiranno che “non si vince mandando in campo le magliette”, come dicevano gli allenatori d’un tempo, ma giocando da campioni, non avranno problemi, altrimenti… Intanto, se è vero che a rimpiazzare De Sciglio come laterale sinistro sarà Chiellini, sono curioso di vedere chi manderà Hodgson a divertirsi all’ala destra.

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Gino Franchetti

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