i Mondiali di Gino #35

Potrà sembrare un po’ blasfemo, dopo che si è parlato ovunque del derby dei due Papi, far notare che per attribuire il titolo mondiale del pallone è stato necessario l’intervento di religioni primitive, eppure verrebbe la tentazione di crederlo. Sono curioso e, siccome sapevo che schwein in tedesco significa “maiale”, sono andato a vedere dove poteva portare l’unione con steiger: a niente, mi son detto, visto che significa “capo minatore”. Be’, e Goetze allora? Qui viene il bello, perché goetze, con la minuscola, vuol dire nientemeno che “idolo”. E’ lui, un nuovo idolo germanico con la faccia da bambino e gli occhi sognanti, che ha rimesso le cose al posto giusto, assegnando la Coppa Fifa alla squadra che più l’aveva meritata, quando ormai si aspettava l’ennesimo ricorso ai rigori.

schweinsteiger

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci voleva un intervento extraumano per evitare una conclusione così deludente, dopo che si erano perfettamente bilanciati la prova di forza e compattezza della difesa argentina e gli errori in attacco, da una parte e dall’altra (fra i quali uno di Messi, premiato oltre i suoi meriti con il Pallone d’Oro del torneo). Non condivido troppa differenza nella media-voti delle due squadre sulla spinta dell’esito finale: la partita si è giocata su un piano di parità e alla più costante iniziativa tedesca ha fatto da contraltare la prontezza con cui gli argentini rovesciavano il fronte. Ma nel secondo tempo si notava già la stanchezza di chi aveva faticato di più e riposato meno, così è stato decisivo il carattere dei ragazzi trascinati dal gigantesco Schweinsteiger (nome che significa invece “cavalcatore di maiali”), subito ammonito e quindi picchiato a… piè salvo da lì alla fine.

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Gino Franchetti

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