i Mondiali di Gino #2

Ben arrivati in Brasile, Azzurri. Fatto buon viaggio? Vi sarete detti, fra un sonnellino e l’altro, che quel Lussemburgo lì, be’, non era poi così male. E che i ragazzi guidati da Holtz magari non conquisteranno l’ammissione al prossimo campionato europeo, come spera il loro cittì, ma certo non sono più quei dopolavoristi che l’Italia era solita battere. In realtà come spesso accade il problema siamo noi, specialisti nel complicarci la vita. Che la polemica avrebbe presto coinvolto anche uno educato e accomodante come Prandelli era quasi matematico. Ha cominciato Pepito Rossi e mi dispiace: quando l’ho visto nel Parma (2006-07) ne sono rimasto folgorato e nelle pagelle gli ho subito affibbiato un 7,5.

italia verso rio

Sfogliando il mio taccuino trovo in seguito un 5,5 (càpita) e un 7. Il ragazzo aveva e ha talento, però non c’è dubbio che contro l’Irlanda lo si è visto poco: in esame non era lui, ma la sua condizione dopo un serio infortunio, quindi non aveva motivo di contestare l’esclusione. Guarda caso, anche il “calciatore stanco” del mio libro si gioca una maglia azzurra litigando con il tecnico. A Perugia si è visto poco (o male) anche Pirlo, che in assenza di Montolivo ha l’obbligo di essere perfetto. Non siamo forti in difesa, dove due lunghi centrali non bastano se i terzini giocano avanti. E in attacco solo uno come Cassano può ispirare Balotelli. Penuria di uomini-gol a parte, mi pareva che la Nazionale di Prandelli facesse bel gioco. Contro il Lussemburgo non è stato così.

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Gino Franchetti

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