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i Mondiali di Gino #16

Allora è vero: in un Mondiale al caldo può accadere di tutto. Se pensiamo che in Brasile è inverno, possiamo immaginare che inferno potrà essere in primavera-estate in Qatar. Lo dico perché ho visto la “crante Cermania” giocare per almeno mezz’ora come gli azzurri, a parte Klose che comunque ha segnato appena entrato in campo. Succede anche che il Belgio diriga le danze nel primo tempo e la Russia nel secondo, prima che in un’imprevedibile fiammata finale la coppia Hazard-Origi conquisti i 3 punti. Naturalmente la Nigeria, abituata al caldo, elimina la Bosnia; ma poi la Croazia, che dovrebbe avere i nostri stessi problemi, strapazza 4-0 gli africani del Camerun e allora come la mettiamo? Non c’è più niente di logico, tanto che domani potremmo pure far meglio dell’Uruguay.

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Pare che Prandelli costruirà una squadra più ragionevole, con tre difensori a fare i difensori e altri due liberi di correre avanti sulle fasce. Ora si usa chiamarlo 3-5-2. Quando lo facevo io come C.T. della Gazzetta (pure questo mi è toccato nella vita!) lo chiamavo 5-3-2, perché fosse chiaro che in caso di pericolo in difesa volevo cinque uomini. Pirlo avrebbe l’appoggio di Verratti e Marchisio, ma forse sarebbe servito uno come Gattuso. Davanti Immobile accanto a Balotelli. Può andar bene, e qui devo scusarmi e chiarire: proponevo Cassano accanto al centravanti, ma quello del secondo tempo contro il Lussemburgo, non quello distratto, impreciso, presuntuoso visto contro i costaricani. Qualunque assetto tattico va a fondo se mancano gambe, polmoni, cervello, cuore.

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Gino Franchetti

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