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MICHEL et ZIBI, il libro su un’amicizia geniale

Un pomeriggio di fine ottobre, Platini e Boniek sono seduti in un caffè di Torino. Sono stati catapultati in Italia dopo il mondiale 1982, per far vincere alla Juve la coppa dei Campioni. Tra i due stranieri nasce subito un’amicizia, lunga ormai quasi quarant’anni. Un rapporto costruito sulla sincerità. Critiche, oltre che sorrisi, ma vitalizzato dal rispetto e dalla stima. Michel e Zibi hanno scelto di sopravvivere insieme in maniera elegante. Non rifiutano le discussioni, né gli inviti a casa di qualche compagno, ma sanno soprattutto di poter contare l’uno sull’altro. Una polizza scudo di fronte ai pericoli della convivenza in un club così rinomato. Alla Juve, per prenderli in giro, li chiamano Fraternité e Solidarnosc.

Diversi, ma uguali. Specie quando si tratta di dialogare palla al piede. Platini sa trovare strade che sul campo altri non sono capaci di vedere. E lì spedisce il pallone per Boniek, veloce come una saetta e fulmineo nelle scelte. Uno nato nella ricca e austera Francia, raffinato di modi e di pensiero. L’altro, oltre cortina, prigioniero di un regime che gli sottrae metà dei guadagni. Entrambi europei, ma di un’Europa divisa dalle ideologie, separata dalle diverse economie e culture, capaci insieme di far brillare l’Europa juventina nelle magiche notti (purtroppo una anche tragica) di coppa dei Campioni. Michel et Zibi di Enzo D’Orsi, che conosce bene i due campioni e i due uomini, è un libro di calcio e amicizia. La prefazione è di Riccardo Cucchi.

Per l’acquisto del libro.

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Redazione

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La casa editrice guarda al passato, ripescando dal baule dei ricordi storie dimenticate.

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