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i Mondiali di Gino #29

Prima di tutto confesso che ho peccato. Ho peccato nel non considerare che a una certa età la memoria può fare brutti scherzi. Chissà perché, mi era rimasta la convinzione che Belo Horizonte fosse la città di Falcao (quello vero, il brasiliano, non il Falcao dei nostri giorni) e quando mi è venuto un dubbio era troppo tardi per rimediare. Era invece la città di Toninho Cerezo, suo compagno nel Brasile e nella Roma, mentre lui, Paulo Roberto Falcao, veniva da Porto Alegre. Ma era tale la voglia di raccontare l’aneddoto sul “favoloso Pippao”… Il quale, meglio chiarirlo, non era magari pari a Di Stefano, ma era un signor giocatore, così come i da me già citati Pelè e Maradona, Eusebio e Cruyff, e poi Meazza e Puskas, Sivori e Schiaffino, Rivera e Luisito Suarez, Beckenbauer e Bobby Charlton, Riva, Ronaldo e Platini e ora forse Ibrahimovic. Tutti maestri nel creare gioco o nel tradurlo in gol, anche se non completi come la “saeta rubia” del Real Madrid. Per dire che, in ogni epoca, il calcio sopravvive generando campioni. E domani sera potrà dirci se il terribile Robben accusa la stanchezza o stava ricaricando le batterie e se la “pulce” Messi ha smesso di segnare soltanto per riesplodere a sorpresa in semifinale. Ho l’impressione che l’Argentina finora abbia faticato un po’ meno, benchè Svizzera e Belgio si siano rivelati avversari di tutto rispetto: ha la spinta di giocarsi il Mondiale nel suo continente, ma da parte loro gli olandesi hanno quella di non essere ancora riusciti a trarre i risultati cui ambiscono in tanti anni di calcio ad altissimo livello. I due tecnici staranno studiando la mossa a sorpresa: se non provvederanno loro a rovinarle, mi pare che le due squadre più o meno si equivalgano, l’Argentina più compatta, l’Olanda più aggressiva. Finirà dunque con la promozione di chi avrà maggiori risorse fisiche da mettere in campo?

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Alberto Facchinetti

Alberto Facchinetti

Nato in provincia di Venezia nel 1982. Laureato presso l’Università di Padova con una tesi sul giornalismo sportivo, ha esordito nel 2011 con “Doriani d’Argentina” (ristampato nel 2013 in una versione ampliata e aggiornata). Nel 2012 è uscito “La Battaglia di Santiago”. Con Edizioni inContropiede ha pubblicato nel 2014 “Il romanzo di Julio Libonatti” e nel 2015 “Ho scoperto Del Piero – La storia di Vittorio Scantamburlo”. www.albertofacchinetti.it

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