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A Sochi è sempre festa, si spera non troppa

E festa sia. Il calcio in Brasile è soprattutto questo. Festa, sempre e comunque, per esorcizzare pericoli e paure. Il ritiro della Seleçao in questi giorni è proprio basato su questo concetto. Ogni scusa è buona per fare festa. Nel viaggio da Vienna a Mosca si è commemorato il compleanno del difensore Fagner, che pur essendo stato bollato come pupillo del CT Tite si è inserito perfettamente in una realtà che conosceva poco. Poi è stata la volta di Coutinho, nato il 12 giugno che in Brasile tra l’altro è l’equivalente di San Valentino, O dia dos Namorados.

 

Qui va raccontata una piccola chicca di cultura brasiliana. Inizialmente la festa degli innamorati era il 14 febbraio come nel resto del mondo, ma dal punto di vista commerciale era un fallimento perché il 14 febbraio cade sempre in prossimità del Carnevale. La gente si rovina con il Carnevale e non ha più soldi per comprare un regalino alla dolce metà. Così si è scelto il 12 giugno perché il 13 si festeggia Sant’Antonio, O Santo casamenteiro, il santo che favorisce i matrimoni. La sequenza logica dice che prima si trova il fidanzato e la fidanzata poi ci si sposa. Niente da dire. Magari un ritiro premondiale non è il posto ideale per il romanticismo, e allora i ragazzi della Seleçao si sono divertiti a festeggiare alla loro maniera i 26 anni di Coutinho. All’improvviso da una borsa sono uscite uova e farina, perché in Brasile il cosiddetto aniversariante, il soggetto che compie gli anni, viene assaltato dagli amici in questo modo: gli vengono rotte delle uova sui capelli e poi viene cosparso di farina. Coutinho non è riuscito a sfuggire al suo destino, ma già che c’erano i giocatori se la sono presa anche con Neymar e con la sua ennesima acconciatura originale. Grandi risate di O Ney, grandi risate di Coutinho, grandi risate di tutto il gruppo che subito dopo si è messo a lavorare a testa bassa per preparare l’esordio di domenica 17 giugno contro la Svizzera.

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Carlos Pinto Reis

Carlos Pinto Reis

Carlos Pinto Reis (Fortaleza, 18 gennaio 1990) è un giornalista brasiliano freelance, studioso di storia della Seleçao e appassionato di tutto quello che riguarda l’Italia.