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VietatoAiMaggiori #1 Il primo campionato romano di Cricket (Pier Francesco Pompei)

Decisi di recarmi all’appuntamento, convincendo mio nipote, Alfredo Cardelli, ad accompagnarmi. Avevo letto sul Messaggero che il 27 marzo ci sarebbe stata una riunione aperta a tutti gli appassionati di cricket presso l’ambasciata britannica di Roma. Era il 1980.
Fummo accolti insieme con altre persone, prevalentemente di lingua inglese, da un giovanotto che trasudava passione ed entusiasmo. Era Simone Gambino, il cui eloquio scoppiettante non comprendeva banalità.
Il progetto era quello di reperire elementi da avviare al cricket, allo scopo di formare una squadra di italiani e organizzare un torneo nel quale si sarebbe incontrata con altre compagini già attive a Roma. Uno dei presenti, Alphonsus Jayarajah nativo dello Sri Lanka e di lì a poco italiano per matrimonio, era il nodo di raccordo degli stranieri appassionati del cricket che a Roma si incontravano a Villa Pamphili per disputare incontri amichevoli, ospiti di Frank Pogson, marito britannico della principessa Orietta Doria Pamphili, padrona di casa. I dipendenti delle ambasciate nonché i numerosi singalesi che iniziavano ad approdare nella Capitale, avevano così modo di praticare il loro sport preferito.
In quella riunione, tutto sommato di pochi intimi, si affrontò il primo problema: reperire proseliti. E l’obiettivo primario fu per tutti raggiungere un numero di squadre che consentisse la disputa di un campionato.
Con Simone concordai di occuparci degli italiani e proposi di costituire ufficialmente una Associazione. Ci recammo presso il notaio Nicola Capozzi, che avevo conosciuto come ottimo calciatore dilettante e che stilò l’atto in data 26 novembre 1980. La presidenza venne affidata a me, per motivi anagrafici, dato che ero di gran lunga il più anziano del gruppo. La vice presidenza a Simone Gambino, che accolse la sede dell’Associazione stessa nella propria casa.
Nei giorni seguenti, riunimmo i proseliti che avevamo convinto o comunque adescato, per i primi allenamenti che si tennero in un piccolo spazio concesso dal Circolo della Stampa, nella struttura di Viale Tiziano, presumibilmente grazie all’interessamento del padre di Simone, Antonio, giornalista molto noto, uno dei fondatori dell’Espresso.
Gli apostoli della nuova fede non riuscirono peraltro a raggiungere il numero di dodici e purtroppo neppure quello di undici, il minimo per formare una regolare compagine di cricket. Così per dare vita a una squadra di casa, che avrebbe assunto il nome di “Italians”, modificammo il cognome di un certo Gregory, che divenne Gregori.
Si trattava tra l’altro di un soggetto taciturno e scarsamente socializzante, di cui si conosceva soltanto la sua passione di birdwatcher e che scomparve all’improvviso, suscitando velati sospetti nei compagni di squadra, circa un suo coinvolgimento in qualche situazione dubbia.
Il programma del movimento era ambizioso. Si voleva ottenere l’inserimento nel Coni e allo scopo, nel corso di un incontro con l’allora presidente Giulio Onesti, insieme con Simone, elaborammo di compiere un percorso di avvicinamento. Contattai il Presidente della Federazione Hockey su prato, l’ingegner Antonio Triglia, che conoscevo per motivi di lavoro, prospettandogli un’aggregazione.
Con lettera in data 18 marzo 1981, l’amico Triglia mi comunicò che il Consiglio di quella Federazione aveva deliberato all’unanimità di accoglierci “…con animo fraterno, certi che la comune collaborazione favorirà la diffusione e lo sviluppo delle nostre così vicine discipline sportive.” Venne così organizzato il primo campionato romano di Cricket.

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Pier Francesco Pompei

Pier Francesco Pompei

Nato a Roma, il 3 aprile 1934. Ha svolto amatorialmente l’attività di allenatore di calcio, un’esperienza che ha narrato in “Calcio d’ addio” ottenendo il Premio Selezione Bancarella sport nel 2009. Ha strutturato il cricket italiano, come Presidente della relativa Associazione, poi divenuta Federazione ed attualmente associata al CONI. È giocatore di Prima Categoria di bridge e coautore dell’Almanacco del Bridge Italiano. Ha gestito una galleria d’ arte e attualmente svolge l’attività di esperto di Arte Moderna e Contemporanea.