i Mondiali di Gino #17

Era destino: Italia subito fuori, come è capitato spesso quando non abbiamo vinto o non siamo andati in finale. Eppure l’Uruguay, Suarez compreso, non è stato meglio di noi (sarà anche il “pistolero” che ha spedito a casa gli inglesi con una gara d’anticipo, ma quanta nostalgia per il Suarez vero, il grande Luisito della vecchia Inter!). Anche prima dell’espulsione di Marchisio (14’ della ripresa) abbiamo avuto poco da rallegrarci per il comportamento delle “punte”: per tutto il primo tempo Balotelli e Immobile non sono stati capaci di controllare un pallone e l’unica conclusione azzurra nello specchio della porta è venuta su “punizione” di Pirlo. Un po’ poco davvero.

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I nostri avversari, che dovevano vincere, hanno fatto anche meno, pericolosi soltanto poco dopo la mezz’ora per un batti e ribatti in area con Buffon in uscita a schiaffeggiare due volte la palla prima di poterla bloccare. San Buffon davvero, se pensiamo anche alla respinta su tiro di Suarez da centro area (20’ secondo tempo). Un po’ più di gioco si è visto, anche perché le due squadre si sono allungate come in una partita normale e c’era finalmente lo spazio per muovere la palla non soltanto indietro. In queste condizioni molto bene Verratti, l’unico a partire a volte in dribbling: l’hanno… punito con un calcione che l’ha mandato fuori in barella. Nella ripresa (fuori Balotelli, dolorante e ammonito) con un altro uomo di centrocampo (Parolo) tutto è tornato come nelle gare precedenti. Siamo proprio così scarsi da non poter fare un decente gioco offensivo? Sembra proprio di sì, visto che Cassano nel finale è andato in campo come estremo atto di coraggio e, chissà?, per intimorire i nostri avversari. Non è bastato e anzi è venuto lo 0-1. Noi o loro, chiunque avesse perso se lo sarebbe meritato. E anche i miracoli bisogna un poco guadagnarseli.

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Gino Franchetti

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