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C’era una volta l’Est, la prefazione di Pietro Nicolodi

Non si parla solo di Sparwasser in questo libro ma non posso non partire dal risparmiatore d’acqua (traduzione semilibera del suo cognome). Io bambino di sei anni, grazie a mio papà, a pane e das aktuelle sport studio, innamorato folle di Franz Beckenbauer, vissi il mio primo trauma calcistico. Ricordo tutto alla perfezione.Viaggio di ritorno da Milano Marittima, corsa ad accendere l’ITT Schaub Lorenz (uno dei primi televisori a colore dell’epoca) e via a soffrire per i bianchi.
Contava relativamente quella partita ma il gol di Sparwasser fu uno choc non indifferente. Per anni ho passato il tempo a tifare contro la DDR (ricordo una grande gioia per una vittoria dell’Austria nelle qualificazioni al Mondiale 1978) poi con il raggiungimento di un minimo di ragione ho riconsiderato le cose con più calma.
Prima di lasciarvi alla lettura vorrei raccontarci un altro episodio che mi lega al calcio dell’Est in maniera un po’ particolare.Era il maggio del 1993, il muro era caduto da un pezzo e mi trovavoa Berlino in vacanza. Seduto sulle tribune dell’“Olympia Stadion” per un imperdibile Hertha-Waldhof Mannheim di 2.Bundesliga, stavo leggendo la Gazzetta dello Sport, comprata a Kudam a prezzi da brivido. Sento un rumore di passi veloci alle mie spalle. Un ragazzo sta correndo nella mia direzione. Mi spavento un attimo ma il suo sorriso mi rassicura. Mi racconta che in Italia tiene per la Roma, che è stato due giorni nel nostro paese per vedere i giallorossi e sta imparando l’italiano. Viene da Potsdam, ex Germania Est e tifa per l’Hertha. Spinto dalla curiosità chiedo da quanto tempo sia tifoso della Vecchia Signora del calcio tedesco. Come se fosse la cosa più normale del mondo lui mi risponde: «Da quando ero bambino». In sostanza teneva per una squadra che lui non poteva vedere, della quale poteva solo immaginare le partite e leggere i risultati soltanto sfruttando una radio pirata che i suoi genitori possedevano.
Una delle mille storture politiche di un periodo che non va dimenticato e che ha inciso in maniera indelebile anche nelle vicende del calcio della Germania Democratica.

Pietro Nicolodi